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Batteria Asus X77

Parliamo della piattaforma mobile per eccellenza in termini numerici, che ha ripreso un concetto di smartphone ben preciso e lo ha messo nelle mani di quanti più utenti possibile. Il suo motto è be together, not the same, e l’obiettivo è quello di dare in mano ai produttori terzi la possibilità di esprimersi sfruttando una piattaforma standard e consolidata. Il tutto si traduce con una maggiore scelta per il consumatore, che può trovare dispositivi Android decisamente diversi fra di loro, partendo dallo smartphone fino ad arrivare alla Smart TV, passando dal sistema di infotainment di un’automobile, il tutto a prezzi decisamente diversificati.

Ad oggi sono oltre un miliardo gli utenti Android in tutto il mondo, un risultato impressionante se si pensa che il sistema operativo del robottino verde è stato lanciato nel 2008. Si contano ad oggi 4 mila dispositivi Android commercializzati, prodotti da 400 brand diversi, mentre sono 500 gli operatori telefonici che fanno parte dell’ecosistema. Android si espanderà anche su 35 modelli di automobili entro la fine dell’anno, consentendo l’uso delle sue funzionalità basilari anche in viaggio, con l’accesso a Search, Maps, Music e al completo novero dei servizi di Big G. Google è già presente in maniera massiccia anche nel mondo degli indossabili.

Quando si hanno certi numeri il compito di innovare si fa sempre più ostico: da una parte si cerca di offrire contenuti sviluppati per un’utenza che già conosce un determinato concetto di informatica, dall’altra si deve offrire un nuovo metodo per invogliare l’approccio ai nuovi utenti. Il tutto senza snaturare l’esperienza di uno dei sistemi operativi più utilizzati in assoluto in tutto il mondo. Google afferma che il primo miliardo di utenti è giunto online attraverso i dispositivi desktop, ma adesso si punta al prossimo miliardo di utenti, che conoscerà la Grande Rete attraverso il mobile. Per arrivare a questo numero, Google ha già cercato di spianare la strada.

Vendendo ad esempio Chromebooks e dispositivi Android One a prezzi decisamente concorrenziali, il tutto offrendo un’esperienza d’uso per quanto possibile al top anche a costi risibili per i mercati emergenti. Lancerà una versione delle ricerche più essenziale in 13 paesi, mentre offrirà una versione di Google Maps offline con navigazione turn-by-turn praticabile anche senza connessione ad internet. Google, in paragone con Apple e Microsoft, è forse quella che riesce meglio ad unire le necessità dei vecchi utenti di internet a quelle dei nuovi, e non solo nei mercati emergenti. Il suo sistema operativo mobile è il più completo ed è chiaro che con un’eredità del genere il compito di innovare si fa sempre più arduo.

L’obiettivo è quello di arrivare al secondo miliardo, portando alla realtà un concetto di informatica che sia da una parte il meno restrittivo possibile e dall’altra congeniale per gli utenti della nuova generazione. Con Android M non assisteremo ai cambiamenti radicali di Lollipop nell’interfaccia grafica, ma più che altro ad un continuo ed inarrestabile lavoro di ottimizzazioni sia sul piano delle prestazioni che su quello dell’esperienza d’uso, con le operazioni di tutti i giorni che vengono rese sempre più semplici ed immediate, a tal punto che non sarà più necessario nemmeno chiederlo al nostro smartphone. La parola d’ordine sarà machine learning, e Google in questo è maestra.

Nella pagina successiva tratteremo tutte le novità del nuovo sistema operativo di Google, previsto per il rilascio entro la fine dell’anno in corso e attualmente disponibile in versione d’anteprima per gli sviluppatori.Ogni volta che ci accingiamo a recensire uno smartphone Microsoft risulta lampante la sua affinità con il mondo Nokia che il gigante di Redmond ha inglobato facendolo proprio lo scorso anno. Lo stesso discorso vale anche per il nuovissimo Lumia 640XL, nuovo rampollo della famiglia di dispositivi Windows Phone il cui primo approccio lo avevamo avuto a Barcellona, durante il Mobile World Congress 2015. Microsoft continua a ribadire la sua presenza nel mercato di fascia bassa, e questa volta con un prodotto che promette molto bene anche sul piano tecnico. Ma tutto, su Lumia 640XL, sa ancora di Nokia ad esclusione del software.

Con il nuovo phablet, Microsoft si rivolge tuttavia ad un mercato di nicchia – ma crescente – che richiede telefoni cellulari dal display di grosse dimensioni. In questo modo la società offre un portfolio di dispositivi notevole, quasi tutti occupanti le fasce più basse del mercato: si parte da modelli econimici con display da 4 pollici, per arrivare a questo nuovo mastodonte altrettanto economico da 5,7. L’obiettivo è naturalmente quello di rosicchiare quote di mercato ad iOS e Android, laddove Apple e Google hanno saputo dimostrare che è possibile generare notevoli utili dalla vendita di smartphone e dei servizi ad essi legati.

Da questo punto di vista Microsoft è ancora indietro, tuttavia, è più che evidente che sul piano qualitativo i passi in avanti sono stati enormi. Dobbiamo ammettere che i primi Lumia economici non ci avevano convinto molto sulla scelta dei materiali e dell’hardware integrato. Erano smartphone onesti e che, come ogni Windows Phone, permettevano di operare con estrema disinvoltura e con prestazioni ottimali, tuttavia spesso la qualità delle componenti integrate era migliorabile. Parliamo ad esempio del display di Lumia 530 o delle plastiche di Lumia 535, che in fase di recensione ci avevano convinto veramente poco.

Ma la prima sensazione che si ha con Lumia 640 XL una volta tirato fuori dalla scatola e acceso il suo display è che quella è storia del passato, con una Microsoft che vuole finalmente offrire il minor numero di compromessi possibile sul piano dell’hardware. Ad una prima analisi il display offre colori particolarmente accesi e spostandoci nei vari menu veniamo accolti dalla proverbiale fluidità di Windows Phone, anche se il sistema operativo risulta un po’ più impacciato del solito. Anche le plastiche della scocca rimovibile sono in questo caso più solide e piacevoli al tatto rispetto al passato.Microsoft Lumia 640 XL è stato annunciato insieme al fratello minore Lumia 640. Sono entrambi già disponibili sul mercato italiano e si distinguono oltre che per le dimensioni del display, 5,7 contro 5, per alcuni accorgimenti tecnici sotto la scocca. Condividono una piattaforma tipica per i dispositivi della stessa fascia di prezzo: il processore è Qualcomm Snapdragon 400 quad-core da 1,2GHz supportato da 1GB di RAM, mentre la ROM da 8GB è espandibile come al solito attraverso il canonico slot microSD. Sulla carta Lumia 640XL integra fotocamere migliori, da 13 e 5 megapixel.

L’ampio display rende naturalmente importanti le dimensioni del terminale: la superficie è di ben 157,9 x 81,5 mm, mentre lo spessore è di 9mm. Dimensioni che comunque non sono proprio elevatissime, ed il rapporto screen-to-body di circa il 69% ne è la dimostrazione matematica. Il valore è addirittura superiore rispetto a quello di iPhone 6 Plus (68%), e di poco inferiore rispetto a Galaxy Note 4 ed LG G3 (74 e 75%), i punti di riferimento da questo punto di vista se consideriamo i modelli più blasonati e diffusi sul nostro mercato italiano. Completa la lista delle specifiche tecniche una generosa batteria rimovibile da 3000mAh.

Ad una prima analisi la scelta dell’hardware del nuovo Lumia appare estremamente oculata sulla carta, con gli unici compromessi evidenti provenienti dal SoC integrato. Ma sappiamo bene che Windows Phone non ha bisogno di hardware selezionatissimo per offrire una buona esperienza d’uso e Lumia 640XL si potrebbe candidare come un ottimo acquisto per tutti coloro che richiedono uno smartphone capace, ma economico. Per rispondere a tutti i dubbi del caso abbiamo operato le nostre canoniche misure sulle prestazioni, sull’autonomia operativa su singola carica e sulla qualità del display, che potete trovare nelle pagine successive.Abbiamo avuto modo di provare in anteprima la nuova Panasonic Lumix G7, presentata ufficialmente il 18 Maggio – un modello che, considerato anche il prezzo di listino pari a circa 700 Euro, appare estremamente interessante per l’appassionato di fotografia (e di tecnologia).

Gli elementi di maggiore appeal della Lumix G7 sono legati al 4K. Il semplice fatto di poter registrare video 4K (3840×2160) da 100 Mbps @ 25 (PAL) o 30 (NTSC) fps è qualcosa di notevole per un modello in questa fascia di prezzo. La Lumix G7 fa però un passo avanti, sfruttando suo motore video 4K per estrapolare e salvare fotogrammi da circa 8 Mpixel ad altissimo frame rate. È la funzione 4KPhoto che rappresenta la novità più intrigante di questo modello, della quale ci occuperemo in dettaglio nelle prossime pagine. Questa funzione, intrigante e molto divertente ma che, lo anticipiamo subito, mostra luci e ombre, rischia paradossalmente di mettere in ombra altri meriti più sostanziali di questo corpo macchina, tra cui la struttura a doppia ghiera di comando, che piacerà ai fotografi esigenti, l’ottimo mirino OLED da 2.360.000 punti con ingrandimento pari a circa 1,4x (circa 0,7x nel formato 35mm) e una serie di tecnologia derivate dalla GH4 (DFD, correzione diffrazione, un nuovo algoritmo Multi-process Noise Reduction e un sistema AF capace di mettere a fuoco fino a -4 EV) che non si trovano tutti i giorni su un corpo macchina di questa fascia di prezzo. In estrema sintesi, la G7 è una piccola GH4, a cui manca pochissimo (uscita cuffie per la ripresa video), venduta a un prezzo molto più contenuto.

Il 6 febbraio 2015 Canon ha annunciato, tra le altre cose, le nuove EOS a 3 cifre. Due modelli che, dopo anni di piccoli ritocchi e upgrade minori, portano finalmente delle novità sostanziali nel segmento entry-level della casa. http://www.batteria-portatile.com/toshiba.html
Innanzitutto, per la prima volta, si tratta di due modelli: EOS 750D, qui in prova, ed EOS 760D, con quest’ultima che utilizza la stessa elettronica della sorella minore in un corpo macchina di più ricco di controlli. Rimandiamo alla relativa news per maggiori dettagli. L’elettronica è stata completamente rinnovata, a cominciare dal sensore CMOS da 24.2 Mpixel che fa delle EOS 750D / 760D le reflex Canon di risoluzione attualmente più elevata, eccezion fatta per la 5Ds(R) contemporaneamente annunciata.

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